Il Diario Di Un Futuro Ricco,  Digital Marketing

Minimalismo digitale

Oggi parleremo insieme di un tema nel quale mi sono imbattuta girovagando tra i vari siti web e libri online, e che mi ha molto incuriosito, ovvero il Minimalismo digitale.

Sicuramente anche voi, come me, avrete già sentito parlare più volte di minimalismo, ovvero quella linea di pensiero che consiste nel ridurre al minimo la propria realtà, ma il termine minimalismo digitale mi era abbastanza ignoto.

Incuriosita come sempre da tutto ciò che è digital, ho quindi approfondito questo tema ed ho deciso di condividere una piccola anticipazione con voi, attraverso un post su Instagram (mi raccomando, non dimenticarti di seguirci anche lì; potrai trovare anticipazioni e post con curiosità e aneddoti sul mondo digital e non solo).

Questo ha suscitato un grande interesse e, attraverso un sondaggio, molti di voi mi hanno chiesto di poter approfondire l’argomento in un articolo sul blog; quindi eccomi qui a spiegarvi a fondo, ma come sempre con semplicità, cos’è il minimalismo digitale e quali sono i suoi benefici.

Cos’è il Minimalismo Digitale?

Il minimalismo digitale è una filosofia secondo la quale “meno, può essere meglio” nel rapporto che tutti i giorni abbiamo con gli strumenti digitali che ci circondano, ovvero app, siti, social media ecc..

Questa filosofia è stata teorizzata da Cal Newport, professore associato di informatica alla Georgetown University e autore di “Minimalismo Digitale – Rimettere a fuoco la propria vita in un mondo pieno di distrazioni“, all’interno del quale spiega la propria linea di pensiero.

Copertina del libro "Minimalismo Digitale"
Copertina del libro “Minimalismo Digitale”

Al contrario di quanto pensano in molti, la teoria del minimalismo digitale non prevede affatto il non usare la tecnologia o eliminarla dalla propria vita, ma di utilizzarla nel modo più efficiente possibile e di usare solo quella che realmente ci serve o che ci porta dei benefici.

Attualmente, infatti, viviamo in un’epoca storica nella quale siamo totalmente circondati e immersi da una tecnologia sempre più invasiva, dalla quale molti di noi siamo completamente assorbiti; pensate per esempio a quante ore al giorno passiamo davanti alla schermo di uno smartphone o di un computer.

Spesso però durante tutte queste ore, in cui scorriamo pagine su Instagram o Facebook, guardiamo video su Youtube o scorriamo i risultati di ricerca su Google, non assimiliamo nessuna notizia o informazione realmente utile alla nostra attività o che ci trasmetta conoscenze e valori che migliorino la nostra vita.

Ammettiamolo, la maggior parte delle volte seguiamo così tante persone, cerchiamo così tante informazioni solo per il gusto di farlo, ma quando arriviamo a sera e spegniamo il nostro smartphone, pochissime volte abbiamo davvero appreso qualcosa di nuovo o che ci migliori.

Ed è proprio qui che il minimalismo digitale interviene trovando una possibile soluzione.

Il minimalismo digitale, infatti, prevede di fare una scelta accurata del numero delle attività digitali con le quali interagiamo, che siano in linea con i nostri valori, eliminando tutto il resto.

Ripeto, non si tratta di un rifiuto radicale alla tecnologia, ma di una selezione, nella quale si riflette e ci si avvicina ad un rapporto più consapevole con la tecnologia stessa.

Il minimalismo digitale può cambiarti la vita?

Mentre mi informavo e approfondivo le mie conoscenze su questo tema, mi sono imbattuta in un articolo di un blog, che ha fatto un paragone davvero interessante e che voglio riproporvi perché penso possa essere utile anche a voi per capire se realmente il minimalismo digitale potrebbe fare al caso vostro.

Non so se alcuni di voi lo conoscono già, ma alcuni anni fa spopolò sul web un metodo ideato da una ragazza giapponese, Marie Kondo, che con il suo libro “Il magico potere del riordino” ha cambiato la vita di milioni di persone.

Questa filosofia si basa sul fatto che l’essere umano tende ad essere un accumulatore compulsivo, circondandosi di cose che inevitabilmente occupano uno spazio; l’idea di Marie Kondo invece cerca di farci liberare di oggetti che “soffocano” le nostre vite, portando ordine nello svuotare anziché nel sovraffollamento.

Ci sono infatti, cose che amiamo, che fanno parte di noi e che realmente ci portano dei benefici e altre che teniamo per il gusto di farlo e non perché realmente le utilizziamo o che ci servono a qualcosa.

Perché non applicare lo stesso concetto al mondo digitale??

Riflettiamoci un attimo, ponendoci queste semplici domande:

  • Quante app abbiamo nel nostro smartphone che realmente utilizziamo?
  • Quanti programmi sono installati nel nostro computer che non apriamo da anni??
  • Quante persone/pagine seguiamo sui social, ma dei quali in realtà non ci interessa e skippiamo le loro stories ogni qual volta ci appaiono??
  • Quanti file ormai dimenticati sono ancora nei nostri hardisk?
  • Quanti numeri di telefono abbiamo tra i nostri contatti di vecchi compagni di scuola, ex colleghi o conoscenti che però non chiamiamo da tanto tempo e occupano solo spazio inutile??

Sono certa che anche voi come me, avrete risposto a queste domande pensando a tutte quelle cose, persone, numeri, file che avete accumulato durante gli anni ma che all’atto pratico stanno solo facendo la polvere.

Ma il Minimalismo Digitale funziona davvero??

Mi sono posta anche io questa domanda e per darmi una risposta, ho provato ad applicare questa filosofia nella mia vita quotidiana, seguendo le risposte che mi ero dato alle domande che vi ho evidenziato prima.

STEP N.1 – LO SMARTPHONE

Sono partita dallo strumento digitale che ho sempre tra le mani per più ore al giorno, ovvero il mio smartphone e ho analizzato tutte le cartelle e le app che avevo installato.

Per poter procedere al meglio, ho prima analizzato una funzione del mio Iphone chiamata il tempo di utilizzo (la trovi nelle impostazioni), che mi ha dato un’idea reale di quanto tempo trascorro davanti al telefono e in quali app lo faccio. Questo perché volevo cercare di essere il più obiettiva possibile, per fare una selezione più accurata e che mi portasse dei reali benefici.

Una volta capito questo, ho iniziato la mia selezione, e vi dirò, ho trovato davvero tante app, soprattutto per la modifica delle foto e di giochi, che non aprivo da troppo tempo e che non mi servivano nemmeno più. Ho quindi eliminato il superfluo e ho riorganizzato la schermata della home con ciò che era rimasto.

La prima impressione che ho avuto è stata una sensazione di ordine e tranquillità.

STEP N. 2 – SOCIAL MEDIA

Il secondo passaggio è stato quello di scremare le persone e le pagine che seguivo sui social media. Principalmente mi sono concentrata su Facebook e Instagram, che utilizzo maggiormente. Anche qui ho trovato, per quanto riguarda Facebook, una lista di persone che avevo tra le amicizie ma che o conoscevo solo di vista o, in alcuni casi, che non ricordavo come mai le avessi aggiunte. Lo stesso per Instagram: pagine e influencer che seguivo in passato per passioni che attualmente non ho più o che si sono modificate.

STEP N. 3 – IL COMPUTER

Sono passata poi al terzo strumento più utilizzato, il mio pc, che uso sia per motivi personali sia per scrivere e tenere aggiornato questo blog.
Ho attaccato il mio hardisk e ho analizzato tutti i file e le cartelle chiedendomi: mi servono davvero? Se la risposta era no, li ho eliminati.

Sono poi passata a riordinare tutti i file che avevo salvati nel desktop e li ho sistemati nelle loro rispettive cartelle, lasciando lo schermo vuoto e ordinato.

Anche in questo caso, avere meno cose ma davvero utili e riorganizzate in maniera efficiente, mi ha aiutato ad avere più chiarezza e tranquillità.

Minimalismo Digitale - Schermo Desktop
Il mio Schermo Desktop

Conclusioni finali

In definitiva, dopo aver provato questo metodo per qualche settimana, posso dirvi che secondo me è una strategia davvero vincente.

Il concetto “meno ma di qualità” infatti mi ha portato dei reali benefici, soprattutto in termini di produttività (se vuoi alcuni consigli su come essere più produttivo, leggi il nostro articolo su questo tema, lo trovi qui).

Infatti, quando mi mettevo al computer o al mio smartphone, per leggere o fare corsi per continuare ad informarmi e a rimanere aggiornata sui temi trattati nel blog, avevo molte meno distrazioni e potevo concentrarmi subito, senza perdermi in cose inutili.

Sicuramente ho trovato molto più utile questo metodo, rispetto al sempre più famoso negli ultimi mesi “detox digitale“, che propongono molti influencer.
In poche parole questo metodo consiste nell’allontanarsi dal proprio smartphone o dai social media per alcuni giorni, senza utilizzarli.
Si tratta quindi di una chiusura totale da applicare per 2-3 giorni per liberarsi dalla presenza ingombrante della tecnologia.

Sinceramente non ho mai trovato brillante questo metodo perché non lo trovo realmente utile a risolvere il problema. Ciò che, invece, mi ha colpito del minimalismo digitale, è che non prevede un taglio netto o una limitazione, semplicemente ti aiuta a selezionare ciò che serve.

Detto questo, sicuramente non è un approccio che si può utilizzare una volta nella vita ed essere apposto; andrà ripetuto ogni qual volta ci rendiamo conto di iniziare ad essere sopraffatti dalla tecnolgia e dalle informazioni, prendendoci un pò di tempo per avere dei benefici nei mesi o nelle settimane successive.

E tu invece, che ne pensi del minimalismo digitale? Proverai ad applicarlo nella tua vita??

Fammi sapere cosa ne pensi con un commento e continua a seguire il blog e le pagine Instagram e Facebook del “Diario di un Futuro Ricco” per non perderti nuovi articoli e diventare anche tu un #futuroricco

Laureata in Mediazione Linguistica e Culturale, da sempre avida lettrice e dedita allo studio. Da quando ha scoperto la passione per il Digital Marketing, non passa un giorno senza leggere e studiare questo argomento.

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