Economia Semplice

Recovery Fund

Dopo mesi e mesi di discussione finalmente ci siamo riusciti, i paesi membri dell’Unione Europea sono riusciti ad arrivare ad un accordo sul fantomatico Recovery Fund.
Benissimo, ma se ti stessi chiedendo cosa prevede questo accordo, sei arrivato nel posto giusto.
Vediamo insieme cosa è questo “Recovery Fund“, cosa prevede, ed infine, come al nostro solito, scoprire quali sono i pro ed i contro.
Ma prima di cominciare vi lascio il link al testo completo in modo da poter trarre le vostre opinioni personali.

Cos’è il Recovery Fund?

Il Recovery Fund, che può essere tradotto letteralmente in “Il Fondo del Recupero” è un accordo da 750 Miliardi € raggiunto dagli stati membri dell’Unione Europea.
Questi soldi verranno raccolti sui mercati finanziari con i famosi Eurobond di cui abbiamo parlato qualche settimana fa, questo vuol dire che la Commissione Europea emetterà questa forma di debito a titolo solidale per tutti i paesi membri.
Ciò si traduce in tassi d’interesse molto vantaggiosi per tutti, in modo che la ripresa dalla pandemia, che ricordo essere ancora in corso, venga sostenuta da tutta l’Europa e non dal singolo Paese.

Questi soldi verranno emessi in due modalità:
390 Miliardi verranno erogati a fondo perduto, ovvero non ci sarà l’obbligo di restituire questa somma.
360 Miliardi € verranno erogati sotto forma di prestito, questa somma dovrà essere restituita entro un termine pre-stabilito.

Modalità di Erogazione del Recovery Fund
Modalità di Erogazione del Recovery Fund

Nel caso del nostro paese dovrebbero arrivare circa 200 Miliardi € e dovrebbero arrivare più o meno a metà 2021.

I Principali dibattiti sul Recovery Fund

Il dibattito è stato tra i paesi frugali, formati da OlandaAustriaDanimarca Svezia, più Finlandia repubbliche baltiche, paesi dalle economie molto simili – piccole, efficienti e pronte ad approfittare del mercato interno europeo – che in ambito comunitario stanno contrastando i grandi paesi europei, ed gli altri paesi Sud Europei

Il termine è stato coniato dal Financial Times, che aveva usato la parola inglese “frugal” (parsimonioso) per indicare Austria, Danimarca, Olanda e Svezia, i primi quattro paesi ad aderire a questo fronte.

Il tema principale del dibattito è che, come per la questione del MES, questi paesi non volevano farsi carico di tutti i debiti dei paesi Sud Europei meno rigorosi e chiedevano che l’intera cifra fosse emessa soltanto sotto forma di prestito.
Di tutta risposta, i paesi Sud Europei, chiedevano che questi soldi fossero interamente erogati senza vincoli.
Per fortuna o sfortuna, ognuno può vederla come meglio crede, un buon accordo lascia insoddisfatte entrambe le parti ed alla fine siamo arrivati al compresso di cui vi ho scritto poco fa.

Un altra questione che è stata sollevata è che i Paesi contrari alla Fondo volevano che ogni paese potesse avere la possibilità di Veto su questi soldi, ovvero che se si fosse ritenuto che un altro paese li stesse usando in malo modo, potessero essere blocccati. Mentre la controparte chiedeva che questa possibilità fosse riservata esclusivamente alla Commissione Europea.
Alla fine è stato raggiunto un accordo che prevede che la Commissione Europea effettui dei controlli sui paesi, e se un paese ritiene che un altro li stia spendendo in una maniera non corretta, può richiedere che il paese in questione sia sottoposto ad un controllo dalla Commissione e tolto il fondo.

I Contro del Recovery Fund

Al solito non esistono solo le cose belle in un accordo tra due pensieri opposti, ed adesso andiamo a vedere quali sono i risvolti negativi che queste risorse avranno sul nostro paese:

Il primo punto è che per la prima volta sarà l’intera unione ad indebitarsi e non il singolo paese, questo vuol dire che sarà l’intera Europa a dover trovare il modo per rendere i soldi presi in prestito.
Quindi verranno messe delle nuove tasse a tutti i paesi membri, molto probabilmente la prima ad arrivare sarà quella sulla plastica.

Ciò avrà un impatto politico non indifferente, per la prima volta potranno essere imposte dei tagli alle spese oppure delle tasse, non decise dal nostro paese ma da qualcun’altro. Questo può far preoccupare molto perchè basti pensare che il nostro paese ha una spesa pubblica molto alta e ci dobbiamo aspettare dei tagli imposti su diversi settori anche se al momento non è possibile capire ne quali settori saranno colpiti ne quando e soprattutto con quale intensità.

In conclusione possiamo dire che come per qualsiasi discussione, non c’è un vero e proprio vincitore e nemmeno un vero sconfitto. Ma sicuramente questo accordo avrà delle ripercussioni molto importante, sia per l’economia globale che per quella europea, e soprattutto per la prima volta sembrerebbe che l’Europa si muova come un ente unico e non più come una contenitore di tanti stati.

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Fondatore ed ideatore di questo blog. Aspirante life e business coach, appassionato di Scrittura, Economia e Finanza. Ha cominciato a scrivere prima ancora di imparare a parlare ed ama motivare gli altri a trovare la loro strada ed inseguire i loro sogni.

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